Alfano invia gli ispettori
Maroni e gli scontri: "Offensivo parlare di infiltrati"
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha riferito al Senato sugli scontri avvenuti martedì a Roma, dopo il voto di fiducia al governo. Per Maroni le forze dell'ordine hanno dimostrato grande professionalità: "E' destituita di fondamento e gratuitamente offensiva ogni illazione di provocatori inviati dalle forze di polizia a infiltrarsi fra i manifestanti. Sono state evitate conseguenze più gravi". Leggi Perché il Tribunale ha scarcerato i black bloc - Leggi Ma quali black bloc. Questi sono italiani, pochi e mediamente incazzati di Lanfranco Pace - Leggi L’incanaglimento della politica di Giuliano Ferrara - Leggi Gli infiltrati? Non servono
12 AGO 20

Maroni ha detto che "non c'è stata nessuna zona rossa chiusa come a Genova, ma sulla base delle analisi delle informazioni pervenute, i violenti intendevano comunque arrivare a Montecitorio ed erano pronti ad assediare la Camera". Il ministro ha sottolineato che "la violenza di pochi nuoce alla maggioranza degli studenti veri e che il diritto a manifestare il dissenso è sacrosanto ma la violenza deve essere contrastata in ogni modo. Per questo invito le componenti democratiche del movimento a isolare i violenti, a prevenire le infiltrazioni dei malintenzionati, a collaborare con le forze dell'ordine invece di prendere a picconate i poliziotti. I feriti fra le forze dell'ordine sono stati cento mentre sono stati trentaquattro i manifestanti che hanno fatto ricorso alle cure mediche".
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha incaricato l'Ispettorato generale di "effettuare un accertamento urgente sulla conformità formale e sostanziale alle norme" delle scarcerazioni disposte ieri dal tribunale di Roma dei presunti responsabili di "gravi atti di guerriglia urbana e di violenta contestazione delle istituzioni" avvenuti martedi' nel centro della capitale. Ne dà notizia via Arenula con una nota.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo la scarcerazione dei ventidue ragazzi durante il processo per direttissima, ha detto: "Tra i 23 arrestati probabilmente non c'erano i professionisti della guerriglia che sono anche quelli che riescono a non farsi prendere: credo fossero dei collaboratori, dei manovali e non le punte avanzate".
Alemanno ieri aveva criticato la decisione dei giudici e il presidente del'Anm, Luca Palamara, aveva replicato: "Sono legittime le critiche ai provvedimenti non gli insulti". La replica del primo cittadino: "Ieri ho telefonato a Palamara e lui mi ha detto di aver fatto un'affermazione di carattere generale e non si riferiva alle mie parole. E' evidente a tutti che la mia dichiarazione criticava ma non insultava nessuno".